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Archivio per la categoria ‘Laicità’

La costituzione è sotto attacco

Pubblicato da Simona Maggiorelli su Febbraio 13, 2009

rodota1Da pochi giorni è uscito il suo appassionato libro Perché laico (Laterza).Il giurista Stefano Rodotà denuncia: “In Italia è in atto un tentativo eversivo di revisione della Carta” di Simona Maggiorelli, left 6 febbraio 2009


Professore, nel suo libro Perché laico (Laterza) e nel convegno La laicità dal punto di vista dei laici ha lanciato un allarme: in Italia è in atto una revisione strisciante della Costituzione. Di che si tratta?

Purtroppo abbiamo continui segnali in questa direzione.Tentativi chiari di revisione della Carta che,con un’espressione forte, definirei eversivi.



I provvedimenti del ministro Sacconi, ma anche quelli del presidente della Lombardia Formigoni contro sentenze passate in giudicato ne sono una spia?

Negare l’attuazione di una sentenza da parte di organi di Stato è un fatto senza precedenti. C’è un tessuto di principi costituzionali che, a quanto pare, un ministro e un presidente di Regione ritengono di non dover assolutamente riconoscere. L’atto amministrativo di Sacconi sul caso Englaro è motivato in termini ideologici; di giuridico lì c’è solo la sgrammaticatura di chi l’ha scritto. All’evidenza costituzionale di principi e norme si oppone una pura ideologia attinta alle posizioni più integraliste della gerarchia ecclesiastica. Ecco perché parlo di revisione costituzionale strisciante.


I politici italiani citano più spesso le encicliche papali che la Costituzione?

Purtroppo non è una battuta. Si potrebbero fare mille esempi. Non solo nei dibattiti motivano le loro prese di posizione con riferimento alle encicliche, ignorando la Carta. Ma addirittura fanno prevalere quelle affermazioni religiose su chiare norme costituzionali. Quella della laicità, oltretutto, è una questione molto delicata: la Corte Costituzionale ha affermato con chiarezza in una sentenza che la laicità è uno dei principi supremi dello Stato.


La sentenza della Consulta del 1989, in questo senso, è stata un punto cardine?86789_RODOTA 0109

Tanto più se la colleghiamo a un’altra sentenza della Consulta che ha stabilito che i principi supremi della Carta non possono essere sottoposti a revisione costituzionale. Perché sono quelli che costituiscono la sostanza del nostro Stato. Oggi mettere in discussione il principio di laicità è eversivo perché siamo su un terreno sul quale neppure la revisione costituzionale formale può essere ammessa.


Una politica così genuflessa pare ancora più assurda leggendo il quarto rapporto di Critica liberale e Cgil nuovi diritti che parla di una società italiana in inarrestabile secolarizzazione.

Il fatto è che la politica oligarchica italiana, chiusa sempre più nel gioco di ristretti vertici di partito, ha scelto come unico interlocutore l’oligarchia vaticana. Con un grave impoverimento della politica. Insieme ai dati che Enzo Marzo puntualmente raccoglie su Critica liberale è significativo il sondaggio di Repubblica : l’83 per cento degli interpellati chiede che la Chiesa parli alle coscienza e non cerchi di imporre il suo punto di vista attraverso atti legislativi.


Nel libro scrive che la Chiesa si è ormai proiettata ben al di là del Concordato…

La Chiesa si è fatta soggetto politico senza residui. Perciò non basta più impugnare l’arma dell’abrogazione del Concordato ma bisogna al contempo affinare nuovi strumenti di riflessione.


La cultura laica è affetta, dice il filosofo Maurizio Ferraris, da una perniciosa subalternità alla religione: al punto da non rivendicare più con forza la propria etica che, diversamente da quella del Chiesa, non è fondata su una trascendenza, ma sul rapporto con la realtà e con gli altri esseri umani. Perché il pensiero laico non è ancora egemone in Italia?

La questione è riesplosa con l’innovazione scientifica e tecnologica che ha mutato il modo in cui si affrontano le questioni del nascere, vivere e morire: laddove c’era in passato la legge naturale che governava tutto, oggi invece c’è possibilità di scelta. E non si apprezza la possibilità di decidere liberamente ma si vede in questo una sorta di attentato alla natura e al creatore. I laici si sono trovati deboli, in particolare in Italia. Per lungo tempo hanno accettato silenziosamente il fatto che la Chiesa avesse esclusivo diritto di parlare di morale, di etica. Questo è un grave errore della riflessione culturale. E’ una debolezza che ci portiamo dietro perché c’è stata, anche dal parte del Pci e del Psi, una subalternità politica nei confronti della Chiesa.


Il filosofo Eugenio Lecaldano ha detto che in Italia non si può ottenere giustizia se non si condivide una certa idea religiosa della vita e della morte.

Io sarei meno pessimista. Il caso Englaro dice che in Italia ci sono circuiti istituzionali non riducibili a chiusure politiche. Per vedere riconosciuti i diritti fondamentali della persona, come vuole la Costituzione, possiamo far affidamento sul tanto vituperato circuito giudiziario. Molti giudici di merito stanno dimostrando una sensibilità e un senso della legalità costituzionale altissimi nell’approntare strumenti che permettano a tutti di veder riconosciuti i propri diritti fondamentali. Le sentenze sul caso Englaro sono esemplari. Ma serve anche, per dirla con un libro dell’800, La lotta per i diritti, da parte di cittadini con la voglia e il coraggio di farli valere. Peppino Englaro è un eroe civile. Difendendo il diritto di sua figlia ha fatto cambiare l’agenda politica italiana mettendo all’ordine del giorno temi che interessano tutti noi.


Serve nuova cultura politica, lei dice. Ma provvedimenti come il ddl Calabrò sul testamento biologico sembrano andare in direzione opposta.

Quella che vedo oggi è una subcultura politica. C’è una regressione spaventosa. Le proposte avanzate dalla maggioranza sul testamento biologico sono una palese negazione dei diritti che i cittadini già hanno sulla base della Costituzione. Il testo unico del Pdl parla di dichiarazioni anticipate non vincolanti, formalizzate in modo ridicolo davanti a un notaio e contro firmate da un medico non obbligato ad alcunché, mentre alimentazione e idratazione non sarebbero trattamenti medici. E’ una presa in giro, una negazione totale dei diritti della persona.


Il senatore Pd Marino, da medico, l’ha definito un provvedimento borbonico.

Marino ha una grande esperienza medica e ricchezza umana che ha saputo convertire in comprensione dei diritti e coraggio politico. Ed è assurdo che anche dalla sua parte non gli venga riconosciuto il ruolo di leader che gli spetta.

Riguardo alla legge 40, lei scrive, ci sono più motivi perché sia giudicata incostituzionale. Perché la Consulta non l’ha ancora fatto?

La Corte Costituzionale si è liberata una prima volta di questo tema con una ordinanza non particolarmente apprezzabile. Adesso ci sono più ordinanze che stanno riproponendo puntualmente alla Corte varie questioni. Saranno discusse in primavera. La partita non è chiusa, sono ancora fiducioso.


Salvemini e Calamandrei, lei ricorda nel suo libro, parlavano di scuola come “organo costituzionale”. Nella sua esperienza di docente universitario, la scuola forma ancora un pensiero critico e autonomo?

La scuola è sempre di più al centro dell’attenzione, in Francia, in Inghilterra e negli Usa. Basta pensare al libro bianco di Gordon Brown e a Obama che registra l’arretratezza della scuola Usa. La laicità della scuola è fondamentale. Con la crescente immigrazione c’è bisogno di un luogo della conoscenza, non della tolleranza. Del resto la parola tolleranza è superata. Io ti tollero in che modo? Se vieni a fare le pulizie a casa mia e poi te ne vai il più lontano possibile. Invece abbiamo bisogno di conoscenza dell’altro. Oggi la laicità è anche e soprattutto questo.

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Quel silenzio di Marcinkus

Pubblicato da Simona Maggiorelli su Agosto 8, 2008

Il deputato Maurizio Turco: La Chiesa cattolica costa all’Italia un miliardo di euro l’anno. Un prezzo insostenibile. Dopo La Questua scoppia lo scandalo “carità” di Simona Maggiorelli

Anche solo a dare un rapido sguardo alle uscite degli ultimi mesi, colpisce il numero di libri che indagano sulla Chiesa e sulle religioni. Si va dalle inchieste sul sistema di spionaggio del Vaticano a saggi su crimini come la pedofilia, fino a testi che, alla luce della scienza, fanno saltare i precetti del credo. Sul piano della truffa che via otto per mille e con molti altri mezzi la Chiesa cattolica commette ai danni dello Stato italiano, il libro più ficcante e esaustivo è certamente La Questua (Feltrinelli) che Curzio Maltese ha scritto con la collaborazione del parlamentare radicale Maurizio Turco, eletto nelle liste del Pd, il quale da anni con Anticlericale.net svolge un lavoro di indagine capillare su questi temi.
Onorevole, oggi quali capitoli aggiungerebbe a La Questua?
Rispetto all’Italia abbiamo detto più o meno tutto. Tutto quello che sappiamo e che si può sapere. Perché ai magistrati è impedito di andare oltre. Anche di fronte ad affermazioni del più credibile dei pentiti che, in un’aula di tribunale, ha detto che i soldi della mafia venivano riciclati attraverso lo Ior, il povero magistrato ha potuto fare solo una cosa: ignorare questa dichiarazione. Questo è un muro oggi invalicabile.
Che reazioni ci sono state al libro dai media vicini alla Chiesa?
L’Avvenire e il Giornale ne hanno criticato l’impostazione. L’Avvenire addirittura capitolo per capitolo. Tranne uno, quello sullo Ior, l’ha ignorato completamente. A conferma che quella è la frontiera che dobbiamo varcare.
Con quali strumenti?
Non con questo Parlamento che non consentirà nulla in termini di rispetto della laicità e della giusta separazione tra la sfera pubblica e privata. Quindi fra sfera politica e sfera religiosa. E non passando dalla magistratura perché la Corte di cassazione, avendo respinto il referendum radicale sul Concordato, ha avallato il fatto che questo fosse un trattato internazionale che andava sottratto ai cittadini e al Parlamento. Il concordato, cioè, può essere rivisto solo di comune accordo. A differenza di tutti gli altri trattati internazionali tra due Stati “normali”, dove uno dei due può denunciare l’altro per mancato rispetto, tutti i concordati della Chiesa, con qualsiasi Stato, prevedono una clausola finale che in caso di contrasto dovrà essere superato di comune accordo. Quindi non sarà mai possibile denunciare quel Concordato. A meno che non ci sia una forte iniziativa politica che riesca, attraverso un moto di rivolta popolare, a far emergere come il costo della Chiesa per l’Italia, ovvero un miliardo di euro l’anno, sia del tutto insostenibile. Specie ora.
Il fatto che Calvi abbia rivolto la sua ultima lettera di richiesta di aiuto al papa e non alle autorità italiane conferma sospetti sullo Ior anche se non abbiamo prove, “pezze di appoggio”?
C’è una pezza d’appoggio, riportata nel libro di Maltese. Quando Marcinkus doveva andare a difendersi, il Vaticano chiese di considerare lo Ior come un ente centrale della Chiesa e quindi, ai sensi dell’articolo 11 del trattato, esente da qualsiasi ingerenza. In quel modo Marcinkus non fu nemmeno ascoltato. Ho trovato strano che quando settimane fa si è tornati sul rapimento Orlandi ed è stato tirato in ballo Marcinkus, il Vaticano si sia inalberato dicendo: “Marcinkus è morto e non può parlare”. Quando era vivo, però non ha voluto parlare, ha avuto l’occasione di difendere il buon nome, l’immagine dello Ior. E’ chiaro: è il loro buco nero ma anche il loro punto di forza. Sarebbe interessante vedere chi sono gli italiani che hanno un conto allo Ior. Che dà interessi del 12 per cento. Lo abbiamo appurato trovando su internet il bilancio dell’associazione cattolica dei medici giapponesi. Un dato mai smentito dallo Ior.
Adesso qual è il suo fronte di inchiesta?
Quello della carità. Voglio vedere chi la paga e quanto costa. C’è un programma europeo che si occupa della redistribuzione dei prodotti alimentari, vorrei capire se vanno ai poveri o rientrano nel loro circuito degli alberghetti, delle scuole, degli asili.
La cosa più pericolosa per la Chiesa cattolica?
L’aver legittimato, dopo l’Opus dei, Comunione e liberazione. Adesso sta facendo una guerra feroce per il controllo delle parrocchie. Cl potrebbe essere la prima impresa del Paese. Non ce ne rendiamo conto perché è composta da un sistema di tante microcooperative e quant’altro che poi fanno sempre riferimento alla casa madre. Quando un giorno Cl diventerà oggetto di indagine capiremo cosa è accaduto in questi anni nel nostro Paese. È un’organizzazione abbastanza trasversale, la Compagnia delle opere ha riferimenti politici sia a destra che a sinistra.
Ne La Questua non si parla di pedofilia ma su questo tema lei ha lavorato molto
Sì, a partire dal Crimen sollicitationis, con cui si è costruito un sistema di omertà. Sebbene se ne parli solo in piccole notizie di agenzia, i casi sono molti. A Napoli poche settimane fa c’è stato un risarcimento di 40mila euro a un bimbo violentato. È stata la prima volta che un giudice ha accettato il documento del Crimen. In sede penale il prete era stato riconosciuto semi-infermo. L’infermità durava il tempo della violenza, poi lui ridiventava normale! In sede civile però è stato condannato ed è molto importante.
Questo potrà creare un utile precedente?
Dipende dai giudici dei gradi successivi. Ma intanto questi casi cominciano a circolare sui media locali. Sono sempre di più, prima o poi qualcuno dovrà agire seriamente. Ovviamente la responsabilità penale della violenza è personale. Ma la mia tesi è ancora oggi quella che, dietro la responsabilità individuale, ci sia un sistema organizzato che ha sottratto alla conoscenza del pubblico e della giustizia questi casi. A Como, un paio di mesi fa, il vescovo è stato implicato perché aveva avvisato il sacerdote che stavano indagando su di lui. Il problema è il Crimen sollicitationis che la Chiesa non ha mai ritrattato. Per gli altri i peccati diventano reati. Per loro i reati diventano peccati.

Left 32-33/08

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